A Rimini il nuovo anno si celebra sulle note dell'Aida

Giovedì 7 Dicembre 2017
Il tavolo della conferenza stampa di presentazione dell'Aida

La famosissima opera lirica andrà in scena al Palacongressi lunedì 1 e mercoledì 3 gennaio, grazie all'allestimento del Coro lirico Città di Rimini Amintore Galli

Nell’ambito degli eventi de “Il capodanno più lungo del Mondo”, l’Aida inaugura ‘trionfalmente’ il 2018. Lunedì 1 gennaio alle ore 17.30 con replica mercoledì 3 gennaio alle ore 20.30 nella sala dell’Anfiteatro del Palacongressi di Rimini va in scena la famosa opera lirica, melodramma in quattro atti su Libretto di Antonio Ghislanzoni, da una versione francese in prosa di Camille du Locle di un soggetto di Auguste Mariette, musica di Giuseppe Verdi. 

L’Opera, allestita dall’associazione Coro Lirico città di Rimini Amintore Galli con il patrocinio e il contributo del Comune di Rimini, avrà la regia di Paolo Panizza, con L'Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro e il Coro Lirico città di Rimini Amintore Galli preparato dal M° Matteo Salvemini, diretti dal Maestro concertatore Massimo Taddia.

“La scelta di rappresentare Aida nasce all’interno di un progetto artistico – spiega Claudia Corbelli, presidente del Coro Lirico Amintore Galli - a cui collaborano prestigiosi partner: l'Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro, ente riconosciuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dalla Regione Marche, Opera Line, società di produzione e noleggio allestimenti lirici, sinfonici e cameristici di Bologna e la Fondazione Teatro Borgatti di Cento. Un sodalizio importante che vede il Coro Lirico Amintore Galli e la città di Rimini ancora una volta impegnati in coproduzioni operistiche che hanno l’obiettivo di creare sinergie tra realtà riconosciute come eccellenze territoriali, ottimizzare le risorse, dare al prodotto operistico una fruizione di più ampio respiro, allargare il raggio comunicazionale di ciascuna realtà su un bacino più vasto, ottenere una maggiore attenzione da parte di tutto il settore lirico e, auspichiamo, iniziare un percorso di collaborazione in prospettiva anche futura. Rimini apre il 2018 con la prima assoluta dell’Opera che sarà successivamente rappresentata anche al Teatro Rossini di Pesaro e a Cento in una grande arena estiva”.

Aida è un’opera con un passato importante, fra storia e leggenda, commissionata a Verdi dal Viceré d'Egitto in occasione delle celebrazioni per l'apertura del Canale di Suez avvenuta nel 1870. Fu rappresentata per la prima volta il 24 dicembre 1871 al Teatro Nazionale del Cairo (inaugurato pochi mesi prima con il Rigoletto) ottenendo da subito un enorme successo, quello stesso che si protrae ancora oggi facendo di Aida una delle opere liriche più famose e più rappresentate al mondo. Ambientata in Egitto al tempo dei faraoni, come i poemi epici parla di guerra, di amore e di morte e lo fa con l’enfasi che si addice alle grandi epopee che raggiunge la massima espressione nella famosissima marcia trionfale del secondo atto con le trombe della vittoria e l'esercito parato al cospetto del re. È un’opera, Aida, che alterna ai ben noti momenti di fasto esteriore, quadri più intimi dedicati ai sentimenti e alle passioni che animano ciascun personaggio, dalle prime battute fino all’epilogo che vede i protagonisti andare incontro con coraggio e fierezza al proprio terribile destino.


“E’ sempre una sfida allestire questo capolavoro, tanto più avendo fama “Aida” di essere un’opera necessariamente spettacolare - spiega il regista Paolo Panizza - nell’utilizzo di grandi masse e scenografie, oltre all’abitudine di associarla agli spettacoli eseguiti in grandi arene all’aperto dove questi aspetti possono essere esaltati ed enfatizzati ai massimi livelli. A mio parere, condividendo anche le opinioni di grandi maestri del teatro, quest’opera è basata soprattutto su una vicenda intimista, facente perno su Aida, Amneris e Radamès. L’ambientazione nell’Egitto antico pretende naturalmente dei chiari riferimenti “esotici”, richiamando nel nostro immaginario quell’antico Egitto su cui tutti abbiamo, almeno per una volta, fantasticato. Da qui parte la mia lettura dell’opera, privilegiare questa intimità e lavorare più sui simboli che non su una facile ma sterile spettacolarizzazione. Scenograficamente la scelta si baserà su chiari e tradizionali elementi che si rifanno a quel preciso periodo storico, utilizzando diversi obelischi di varie altezze, statue delle divinità e richiami simbolici ai colori dei geroglifici sia nelle scene sia nei costumi. Questi ultimi, curati da Mirella Ranzani, saranno fedeli a questa mia linea interpretativa, un richiamo all’Egitto che ci si aspetta senza mai essere banali o, peggio ancora “da cartolina”, ma raffinati ed eleganti, ognuno tagliato ai diversi ruoli presenti nell’opera: la casta sacerdotale, i ministri e capitani, il Faraone e sua figlia, gli schiavi etiopi, il popolo egiziano. La storia sarà raccontata da una divinità danzante che rappresenta Bastet, una divinità egizia che era rappresentata con le sembianze di gatta, tra le più importanti e venerate all’epoca. Insieme con una seconda ballerina e al ruolo particolare che assumerà l’arpa, presente sulla scena, esse saranno una sorta di tre parche, tessitrici dell’intera vicenda. La scenografia sarà modulabile e arricchita nei e dai diversi spazi in cui si andranno a eseguire le recite previste: Rimini (1 e 3 gennaio 2018), Pesaro (19 gennaio 2018) e Cento (23 giugno 2018). Lo spazio del Palacongressi è assolutamente particolare: un anfiteatro con un ridotto palcoscenico che necessita di un adattamento ad hoc, personalizzato. Di qui la sfida di cui parlavo all’inizio, ma con il vantaggio di potere mettere maggiormente in evidenza i solisti e l’intimità dell’intreccio, unitamente all’altro grande protagonista dell’opera: il coro! A Rimini esso canterà le parti interne a vista del pubblico, come una sorta di “coro greco”, un unico immenso corifeo testimone e giudice delle appassionanti vicende umane di questo capolavoro”.

Personaggi e interpreti: AIDA (soprano) France Dariz; RADAMÉS (tenore) Carlo Barricelli; AMONASRO (baritono) Andrea Zese;  AMNERIS (mezzosoprano) Marina Ogii; RE D'EGITTO (basso) Juliusz Loranzi; RAMFIS (basso) Paolo Battaglia; UNA SACERDOTESSA (soprano) Chiara Mazzei; UN MESSAGGERO (tenore) Paolo Gabellini; BASTET (ballerina) Arianna Ilardi. Ballerina solista Sara Fabbri.

I biglietti come ogni anno sono in vendita in piazza Cavour 31 (a partire dal 6 dicembre) tutti i giorni (domeniche comprese) con orario continuato dalle ore 11 alle 19. Fanno eccezione: 25 dicembre (chiuso) e 26 dicembre (aperto dalle 16 alle 19), 31 dicembre (aperto dalle 11 alle 18), 1 gennaio (aperto al Palacongressi dalle 15) e il 3 gennaio dalle 11 alle 13 in piazza Cavour e dalle 18 al Palacongressi.
È attiva anche una prevendita on line www.bookingshow.it. Costo biglietti Prima e Replica: da 15 a 60 euro.