Amuleti e erbe contro la negatività in cambio di migliaia di euro: erborista ravennate a processo

Giovedì 11 Gennaio 2018
Foto di repertorio

L'uomo è accusato di aver sottratto con la truffa circa 30 mila euro a due vittime, cadute nella sua trappola imbevuta di "spiritualità"

Un erborista ravennate è finito a processo per truffa, accusato di aver raggirato due persone, una donna titolare di una struttura per anziani e un giovane di neanche 30 anni, facendo credere loro di essere affetti da "negatività" e di necessitare di riti e amuleti per poter ritrovare felicità e buona fortuna. La notizia è riportata dal Corriere Romagna, edizione di Ravenna, in edicola oggi.

Il processo si è aperto ieri nel tribunale ravennate, davanti al giudice Federica Lipovscek e al vice procuratore onorario Adolfo Fabiani. L'erborista è difeso dall'avvocata Paola Brighi, mentre le due vittime si sono costituite parte civile tramite l'avvocata Stefania Silvestroni.

I fatti risalgono ai mesi a cavallo tra il 2012 e il 2013: i due raggirati furono anche convinti di essere la reincarnazione degli "Atlantidei", incaricati di salvare il mondo, in un periodo, quello appunto di fine 2012, in cui le "profezie Maya" avevano molta eco.

In tutto, si parla di cifre sottratte in maniera truffaldina, che si aggirano attorno ai 30 mila euro, 22mila alla signora e circa 10mila al giovane, in cambio di specchi, candele e collane come talismani e prodotti fitoterapici (in alcuni casi anche scaduti) e "riti" contro le negatività.

La signora si rese conto della truffa dopo un consulto con un frate esorcista che le aprì gli occhi, mentre il ragazzo fu addirittura indotto ad abbandonare il lavoro, perchè secondo l'erborista i suoi colleghi erano santoni che tramavano contro di lui.