Il Giudice di Lavoro di Ravenna gli dà ragione: docente in esubero viene trasferito vicino a casa

Mercoledì 6 Dicembre 2017
Maria Rosaria Strammiello (a destra) con una iscritta allo Snals

La segretaria provinciale dello Snals Ravenna Maria Rosaria Strammiello esulta: “Vinto un altro ricorso”

Nei giorni scorsi il Tribunale del lavoro di Ravenna ancora una volta ha accolto le tesi sostenute dal sindacato autonomo della scuola relative alla mobilità dei docenti immessi in ruolo a seguito dell'entrata in vigore della Legge 107/2015, cosiddetta "Buona Scuola". E’ quanto rende noto la segretaria provinciale dello Snals di Ravenna, Maria Rosaria Strammiello, in un comunicato stampa in cui si afferma che "la tesi sostenuta è stata quella della disparità di trattamento tra i docenti immessi in ruolo in fasi differenti, disparità che ha avuto ripercussioni nelle procedure di mobilità".

"Questa volta a tornare a casa in provincia di Salerno - riporta il comunicato dello Snal - sarà un docente della scuola superiore, classe di concorso A046, Discipline giuridiche, immenso in ruolo in provincia di Ravenna ma risultato, già dal primo giorno, in esubero a livello nazionale. Il docente pur essendo stato immesso in ruolo era privo di sede di titolarità e, quindi, è stato utilizzato ogni anno su istituzioni scolastiche differenti".

“Chi sono i docenti in esubero a livello nazionale? Sono docenti – spiega la leader dello Snals ravennate - che al termine della mobilità non hanno ottenuto un ambito o una scuola di titolarità e che sono stati "appoggiati” alla provincia di immissione in ruolo (senza avere in realtà una classe) senza poter richiedere neppure l’utilizzazione interprovinciale (mobilità annuale). I docenti in questione hanno partecipato alla recente mobilità tra province diverse e nel caso in cui non sono stati soddisfatti per le preferenze espresse sono stati trasferiti d’ufficio, dopo i trasferimenti interprovinciali a domanda, e assegnati, in ordine di vicinanza partendo dalla prima preferenza espressa, ad un ambito a livello nazionale. Alcuni di questi non hanno però trovato ancora nessuna collocazione in nessuno degli ambiti a livello nazionale, e sono rimasti ancora una volta nella provincia di assunzione".


Per la Strammiello si tratta evidentemente di "una situazione paradossale perché i docenti in questione sono diventati "docenti immobilizzati" nella provincia di immissione in ruolo senza aver la possibilità di svincolarsi e potersi trasferire neppure per un anno per esigenze di famiglia. Quindi, dal momento che la loro situazione è quella dell’esubero ci chiediamo se possono esercitare questa funzione di "esubero" nella provincia di residenza attraverso l'inoltro di domanda di utilizzazione interprovinciale. Ma sembra non sia consentito, poiché il Miur con apposita nota di luglio 2017 ha precisato che "...sono consentite operazioni di utilizzazione a domanda per provincia diversa da quella di titolarità esclusivamente ove permanga la situazione di esubero nel posto o nella classe di concorso della provincia di appartenenza".

Pertanto, i docenti che per il secondo anno consecutivo risultano ancora “esuberi nazionali”, che non hanno quindi una provincia di titolarità, non potranno neppure chiedere utilizzazione fuori provincia perché non hanno ancora appunto una titolarità, ma sono solo rimasti nella provincia di assunzione perché non hanno trovato alcun posto a livello nazionale. Il docente che sia rimasto in carico alla provincia di immissione in ruolo – conclude la segretaria provinciale dello Snal di Ravenna - viene assegnato d’ufficio, per il solo anno scolastico 2017/18, ad una scuola al termine delle operazioni previste dal presente CCNI anche in soprannumero”, conclude la Strammiello.