Infermiera aggredita a Rimini, Piccinini (5 Stelle): "La Regione copra le spese legali"

Martedì 9 Gennaio 2018
L'ospedale Infermi di Rimini (foto d'archivio)

Interrogazione alla Giunta della consigliera pentastellata sull'episodio avvenuto qualche settimana fa al Pronto Soccorso dell'ospedale Infermi

"La Regione Emilia-Romagna dovrebbe coprire le spese legali che dovrà affrontare l'infermiera di Rimini" e dovrebbe "costituirsi parte civile nel prosieguo del procedimento penale attivato". Sono due degli inviti che Silvia Piccinini, consigliera del Movimento 5 stelle in Regione Emilia-Romagna, rivolge alla Giunta in merito all'aggressione, ai danni di un'infermiera, avvenuta qualche settimana fa nel pronto soccorso dell'ospedale Infermi di Rimini da parte di un cinquantenne, che sarebbe un noto primario in un'altra struttura della regione. 'Consigli' messi nero su bianco in un'interrogazione presentata ieri - lunedì 8 - nella quale la pentastellata esprime anche la propria vicinanza alla quarantenne aggredita, come evidenzia l'agenzia Adn Kronos.  

"Nonostante i proclami - scrive Piccinini - nella maggior parte dei pronto soccorso della regione è ancora ridotto il numero di personale in rapporto alle reali necessità. Le lunghe attese che si vanno a formare non favoriscono il contenimento del fenomeno delle aggressioni e a oggi manca anche la formazione specifica del personale su questo fenomeno".

Proprio per questo, la consigliera suggerisce di "invitare le Ausl e le Aziende ospedaliere a potenziare i posti di pubblica sicurezza nelle strutture ospedaliere, dove presenti, di crearne in quelle che ne sono sprovviste e di avviare un programma di prevenzione valutando i rischi nei luoghi di lavoro, formando il personale con particolare attenzione alle competenze comunicative e informando l'utenza dell'esistenza di una politica aziendale di bassa tolleranza alle aggressioni". Non solo: "Occorre potenziare i pronto soccorso - sottolinea Piccinini - con nuovo personale".

Infine, in riferimento ai momenti precedenti l'aggressione, con l'uomo che si sarebbe qualificato come "noto primario di una struttura sanitaria della Regione", chiede "quali provvedimenti intenda assumere nei confronti dell'uomo in caso l'ipotesi venisse confermata".