Marescotti insieme a De Masi e Giannuli dice: "Cinque Stelle non vi voto più, voto La Sinistra"

Giovedì 23 Maggio 2019
Ivano Marescotti

Avevano sostenuto e votato il Movimento 5 Stelle alle politiche di un anno fa. Ora hanno cambiato idea e firmano un documento comune per dire: siamo delusi della vostra alleanza con la Lega, non vi votiamo più. Sono il sociologo Domenico De Masi, il politologo e storico Aldo Giannuli e l'attore Ivano Marescotti. Scrivono: "Abbiamo sostenuto, militato o collaborato con il M5S. La sua alleanza con la Lega ha spento le nostre speranze. Serve un segnale esplicito di cambiamento radicale. Invitiamo gli elettori del M5S delusi come noi a sostenere La Sinistra". 

I tre nell'appello, spiegano: "Eravamo convinti che il Movimento potesse essere una valida via d’uscita dal sistema della seconda Repubblica ed il portatore di interessi popolari da troppo tempo disattesi". Ma "l’innaturale alleanza di governo con la Lega ha spento - almeno per ora - queste speranze e ne fanno fede i troppi cedimenti alle imposizioni leghiste (citiamo per tutti il caso Diciotti, il voto alle leggi in materia di sicurezza e legittima difesa)".

De Masi, Giannuli e Marescotti indicano uno scenario di lungo periodo: "Nella attuale conformazione del sistema politico c’è una sola possibile alleanza alternativa a quella attuale: quella fra M5s, Pd e Sinistra, ma tanto il M5s quanto il Pd non sembrano affatto orientati in questo senso. D’altro canto una alleanza fra M5s e Pd non è oggi praticabile sin quando essi resteranno come sono".

Raggiunto al telefono Marescotti precisa che l'iniziativa del documento comune è stata di Giannuli e lui poi vi ha aderito con interesse.

Il voto per La Sinistra - aggiunge - è un segnale mandato soprattutto a questo Pd, affinchè cambi ("questo Pd non lo posso proprio votare" dice), e possa così allearsi con il M5S, a sua volta cambiato: "è l'unica possibilità per avere un'alternativa alla situazione attuale e per fermare la destra in Italia" dice Marescotti, che dice di vedere qualche movimento e timido segnale in questa direzione sia nel Pd che fra i Cinque Stelle.