Massimo Moretti e Wasp, il sogno Gaia continua: "Abitazione per diritto di nascita con stampa 3D"

Venerdì 11 Gennaio 2019
Massimo Moretti, fondatore di Wasp

Intervista a Massimo Moretti, fondatore di WASP, gruppo di ricerca e sviluppo che ha come core business la stampa a 3D

Non c’è dubbio che Massimo Moretti, tecnico elettronico fondatore di Wasp con sede base a Massa Lombarda, abbia aperto una nuova strada nel mondo dell’artigianato tramutando i propri sogni in realtà insieme ai suoi collaboratori, ispirato da un obiettivo molto ambizioso: generare case stampate in 3D per aiutare le persone in difficoltà. .


Il passo dalle piccole stampanti in grado di realizzare beni di prima necessità alle macchine di grandi dimensioni per costruire edifici è stato tutto fuorché semplice ed ha richiesto un importante processo di conoscenza e affinamento dei propri mezzi, intrattenendo collaborazioni internazionali in un continuo scambio di alimentazione reciprocaWasp, partendo da una piccola e veloce stampante che materializza oggetti in plastica bio, in argilla, silicone, materiali biocompatibili, che fresa il legno e l’alluminio, è riuscita ad avviare mini-produzioni creando in proprio i beni di prima necessità, investendo il ricavato dalla vendita delle suddette stampanti nella ricerca e nello sviluppo di progetti integrati aventi come prospettiva una rivoluzione produttiva che apporti un benessere diffuso. Ricerca che procede parallelamente nell’ambito di materiali ecosostenibili e funzionali e di sistemi innovativi.

L’obiettivo di Wasp è costruire case a km0, utilizzando quindi materiali reperibili sul territorio. Un progetto simile richiede che la macchina sia trasportabile e a basso consumo di energia, poiché in vaste aree del pianeta l’elettricità è totalmente assente. Occorre quindi essere in grado di utilizzare energie rinnovabili come il sole, il vento e l’acqua. La Bigdelta alta 12 metri che Wasp ha attualmente realizzato è montabile in circa un’ora da tre persone e può essere alimentata da pochi metri di pannelli solari.


L'INTERVISTA


Massimo, quando e come è nato il gruppo Wasp?

“Wasp, centro di ricerca e sviluppo, è un progetto nato nel 2012, unendo l’esperienza del sottoscritto a quella di un gruppo di giovani neolaureati designer già attivi per costruire una stampante 3D in grado di realizzare una casa il cui costo fosse basso. E’ un obiettivo abbastanza utopico il nostro, ma grazie a grande impegno siamo riusciti a fondare un brand che possa fornire, nel migliore dei casi, un’abitazione bella, sana ed ecologica per diritto di nascita. Gaia, il nostro primo modello di casa stampata in 3D, è stato il coronamento di un sogno e, essendo generata da una macchina, potremo farne diverse altre”.


Guardando i modelli di Gaia vengono in mente le vespe vasaie.

“Esatto. Abbiamo preso a riferimento la vespa vasaia ed anche per questo ci chiamiamo Wasp. Dare forma a ciò che si trova sul posto in base alle proprie esigenze. La nostra è una vespa vasaia meccanica controllata da un computer. Partendo dalle stampanti 3D di piccole dimensioni, abbiamo sviluppato quelle grandi, che possono arrivare anche a una decina di metri d’altezza. Tuttavia, per ottenere i finanziamenti, abbiamo impiegato dei modellini/repliche di quelle grandi, iniziando vendendo le stampanti 3D piccole per finanziare il progetto più grande”.


Da Massa Lombarda in aperta campagna al mondo. Come ci siete riusciti?

“E’ stata una partenza bomba la nostra: dai cinque membri originari che eravamo siamo diventati 35 e stiamo continuando a crescere. La metà dei nostri collaboratori sono applicati nella ricerca / sviluppo e siamo un’azienda formata da persone regolarmente assunte a tempo pieno che si avvalgono di tanti collaboratori. Partendo da Massa Lombarda siamo arrivati al mondo, così come dalle prime stampanti che arrivavano a massimo 20 cm siamo passati a quelle grandi che arrivano a stampare anche ad oltre 6 m”.


Puoi descriverci queste stampanti di cui parli?

“L’ultima stampante 3D che abbiamo realizzato potrebbe essere paragonata ad una gru solitamente impiegata nei cantieri ma che, essendo controllata da un computer, garantisce una precisione millimetrica. Con la stampante 3D posso decidere dove e come depositare un determinato materiale e anche la sua quantità tramite una macchina”.


Wasp opera in diversi settori. Quali esattamente?

“Come Wasp cerchiamo di affrontare i problemi basilari dell’essere umano che riassumiamo in sei campi d’azione: il cibo, la casa, la salute, l’energia, il lavoro / l’economia e infine il sapere che consideriamo la base per tutto. Stampiamo prodotti che soddisfino i suddetti bisogni, ispirandoci ad un progetto più ampio improntato sulla sopravvivenza e sul benessere dell’essere umano. Il nostro campo d’azione è pressoché infinito, perché ad esempio non produciamo caschi standard, ma caschi in base alle singole esigenze, diventando artigiani avanzati e aprendo nuove strade per l’economia”.


Ci sono delle collaborazioni che vi rendono particolarmente orgogliosi?

“Ultimamente siamo stati negli USA per il “Burning Man festival”, festival d’estrema tendenza dove è invitato solamente il top della tecnologia. Lì abbiamo stampato diverse cattedrali con le nostre macchine, inoltre abbiamo realizzato una scenografia al teatro dell’opera di Roma. Vantiamo partnership con NASA, Ferrari e Lamborghini, senza contare che intratteniamo collaborazioni con istituti di ricerca nazionali e internazionali. Wasp è diventata gradualmente un riferimento mondiale e molti ci stanno seguendo e copiando”. Cosa sono le Wasp Hub? “Abbiamo una rete di sedi nel mondo e il nostro progetto va alimentato continuamente per crescere anche nella ricerca, intrattenendo collaborazioni con figure molto simili alle nostre. “Wasp Hub” è il nome di queste sedi che lavorano con le nostre macchine affinando il sapere per gestirle. Teniamo infatti diversi workshop e corsi di formazione, anche per fare conoscere le potenzialità dei nostri macchinari a potenziali clienti e investitori”.


Alessandro Bucci