Minori, Save the Children: Un giovane su dieci in Emilia-Romagna abbandona troppo presto la scuola

Martedì 14 Novembre 2017

I dati dell'8° Atlante dell'infanzia a rischio: in Regione la percentuale di minorenni in povertà relativa si è abbassata al 13,7% ma salgono le nuove povertà educative. E le poche risorse penalizzano le strutture scolastiche

In Emilia-Romagna "più di un minore su dieci vive in povertà relativa e oltre un giovane su dieci abbandona troppo presto la scuola". E' quanto emerge dall'ottavo Atlante dell'infanzia a rischio 'Lettera alla scuola' redatto da Save the Children e pubblicato da Treccani. Una sorta di viaggio attraverso l'Italia "partendo dalla scoperta del luogo più strategico dell'infanzia, la scuola e delle sue risposte alle sfide di oggi". 

Guardando al versante economico, in base alle cifre messe in fila dall'associazione, nel 2016 nel Paese sono state 669.000 le famiglie con minori in condizione di povertà assoluta: i bambini in questa situazione sono stati 1.292.000, il 12,5% del totale. I minorenni in povertà relativa, invece, hanno raggiunto il 22,3%: percentuale che in Emilia-Romagna si è abbassata al 13,7%.

Secondo Save the Children, con la crisi, "all'aumento delle povertà economiche sono corrisposte anche nuove povertà educative: tanti bambini, infatti, non hanno accesso a attività culturali. In Emilia-Romagna più di un ragazzo su due (il 53,9%) tra i 6 e i 17 anni non arriva a svolgere, in un anno, quattro delle seguenti attività culturali: lettura di almeno un libro, sport continuativo, concerti, spettacoli teatrali, visite a monumenti e siti archeologici, visite a mostre e musei, accesso a Internet".

Sul fronte scolastico "con solo il 4% del Pil nazionale speso nel settore dell'istruzione", viene evidenziato, le "poche risorse si traducono in strutture a volte fatiscenti o spoglie: il 41% delle scuole secondarie di primo grado lamenta una scarsa dotazione di laboratori e ambienti di apprendimento adatti a sperimentare nuove prassi didattiche, con 4 scuole su 10 che possono fare affidamento su meno di un laboratorio ogni 100 studenti. Rispetto alla media italiana, il numero di scuole in tale situazione appare più alto in provincia di Parma dove quasi 3 scuole su 5 (57%) denunciano questa condizione; la provincia più virtuosa in tal senso, nella Regione, è quella di Forlì-Cesena, dove la percentuale si attesta al 21,5%". Inoltre, viene spiegato ancora, in "5 province su 9 dell'Emilia-Romagna, gli istituti scolastici dotati di almeno una palestra in ogni sede sono inferiori alla media nazionale (17,4%)".

Quanto alla demografia, se "l'Italia conta 165 anziani ogni 100 bambini sotto i 14 anni, con un numero di over 65 che doppia quello dei giovanissimi in diverse province, in Emilia-Romagna l'indice di vecchiaia è superiore alla media nazionale nella maggior parte delle province: il picco si registra a Ferrara, con 249 anziani ogni 100 bambini". Ad ogni modo, "nonostante il numero totale di alunni diminuisca, aumenta quello degli alunni di origine straniera, che vanno dal 12,8% di Ferrara al 21,3% di Piacenza".

Per rispondere a una delle sfide principali, quella del contrasto alla dispersione scolastica, Save the Children ha messo in campo l'iniziativa 'Fuoriclasse in Movimento' che mette in rete 150 istituti in tutta Italia - ed è presente anche in Emilia-Romagna - raggiungendo in modo diretto 20.000 minori e coinvolgendo attivamente circa 2.000 insegnanti e 1.000 genitori.