Parigi sotto attacco: le reazioni dal mondo economico e politico in Regione

Sabato 14 Novembre 2015

I cittadini dell'Emilia-Romagna "si stringono a tutti i francesi, ai parenti delle vittime, ai feriti in un abbraccio solidale per quello che e' realmente, come e' stato definito, un attacco all'umanita'". Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, commenta in una nota gli attentati terroristici di ieri sera a Parigi. "


"Sono sgomento - afferma Bonaccini- ma anche convinto che sia necessario proteggere con fermezza la nostra democrazia e i principi irrinunciabili su cui si fonda, gli stessi che sono stati attaccati con ferocia in queste ore".

Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna

Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna sono vicini al popolo francese, alla tragedia delle famiglie delle vittime, ma uniti nella ferma condanna contro il terrore. Il barbaro attacco terroristico che ha colpito questa notte Parigi non riguarda solo la Francia, ma tutta l'Europa e tutti coloro che credono nei valori della democrazia, della libertà, della tolleranza e della dignità umana. 


Una dramma che ha lacerato tutta l’umanità e che ora necessita una reazione forte e solidale da parte di tutti per contrastare la furia oscurantista e l'odio omicida in tutte le sue forme. Per questo Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna invitano i lavoratori, i pensionati, i cittadini e tutte le istituzioni a promuovere e a partecipare alle iniziative che verranno fatte sul tutto il territorio contro il flagello del terrorismo e a sostegno della pace.

Torreggiani (Unioncamere Emilia Romagna)

Amministratori, dirigenti e tutti i collaboratori di Unioncamere e Camere di commercio dell’Emilia-Romagna, anche a nome dell’intera comunità economica regionale, sconvolti da questa nuova manifestazione di folle violenza terroristica e di odio, che condannano in modo fermo e radicale, sono particolarmente vicini a tutto il popolo francese. Questo attacco alla pace di tutta l’umanità richiede da parte nostra, sul piano individuale, collettivo e delle nazioni, una reazione ferma e decisa per contrastare il dilagare della violenza omicida in tutte le sue forme.

Francesco Ubertini, Rettore dell'Alma Mater

“Desidero esprimere a nome di tutta la comunità dell’Alma Mater un profondo cordoglio per le vittime degli attentati di Parigi e testimoniare la nostra vicinanza alla nazione francese, alle istituzioni e al popolo tutto. L’università, luogo del confronto delle culture e dei saperi, è sgomenta per l’orribile atto che colpisce al cuore la democrazia e la pacifica e civile convivenza dei popoli”. Raccogliendo l’invito del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini l’Università, che già oggi espone a Palazzo Poggi le bandiere a lutto, rispetterà nella giornata di lunedì un minuto di silenzio per le vittime.

Acli Emilia Romagna

Ci stringiamo attorno a Parigi e alla Francia. Leviamo forte un grido di esecrazione per gli attentati terroristici. La priorità assoluta è riaffermare la pace, sconfiggendo le forze che stanno dietro ai criminali esecutori, il cui lucido disegno è portare il caos e la guerra in Europa». Questo il commento a caldo, delle Acli di fronte alle prime tragiche notizie che giungevano ieri sera dalla capitale francese.

Si tratta di un attacco a tutta l'umanità come lo sono i recenti attentati di Beirut, le bombe messe nei luoghi affollati che da anni fanno parte della vita quotidiana di Baghdad e di Kabul, i massacri di interi villaggi compiuti in Nigeria. Purtroppo, noi europei ci accorgiamo solo adesso di questo attacco all'umanità, quando anche le nostre vite cominciano ad essere considerate spendibili. Non solo spesso abbiamo chiuso gli occhi, ma ci sono delle corresponsabilità di stati europei nella destabilizzazione di vaste aree del Medio Oriente e della Libia, e ultimamente della Siria. Da questa destabilizzazione ha tratto vantaggio e sostegno l'Isis per il suo repentino sviluppo.

Ieri sera a Parigi è avvenuta una nuova battaglia di quella Terza Guerra Mondiale in corso, che come ci ricorda Papa Francesco, viene combattuta a pezzi.

Di fronte all'assoluta gravità di questi eventi alcune domande appaiono non più rinviabili: per l'Europa viene prima il cambio di regime in Siria o il sostegno ai legittimi governi di Damasco e Baghdad perché possano riprendere il controllo dei territori sottratti dal sedicente stato islamico? Il debellamento e la totale sconfitta dell'Isis anche attraverso operazioni militari autorizzate dall'Onu, costituisce una priorità per gli Stati europei? L'Europa è in grado di promuovere una mobilitazione ed un'inchiesta internazionale su chi arma i gruppi terroristici, su chi compera e su chi favorisce il commercio del petrolio venduto dai terroristi dell'Isis, sullo squallido mercato delle agenzie private che reclutano mercenari disposti a compiere ogni sorta di atrocità? Come mai l'Italia, insieme all'Unione Europea mantiene le sanzioni contro la Russia il cui intervento contro l'Isis sta ribaltando le sorti della guerra, e come mai invece non è stata ancora comminata alcuna sanzione alle banche controllate dall'Isis? Chi e perché ha interesse a far piombare l'Europa nel caos, da Parigi a Kiev, chi tesse le fila della destabilizzazione del nostro Continente, servendosi del fanatismo pseudo religioso, per ostacolare lo sviluppo delle relazioni economiche euroasiatiche?

Se l'Italia e l'Europa non cercheranno di dare risposte a problemi di siffatta portata rischiano di subire la sorte che i loro nemici vogliono riservare e di cui gli attentati in Francia non sono che un inquietante inizio.