Politica. Morrone (Lega): deluso da Mattarella, no a governi tecnici, ora si torni subito a votare

Lunedì 28 Maggio 2018
Jacopo Morrone (a sinistra)

Jacopo Morrone deputato romagnolo di peso, appena eletto, è molto deluso dalla piega presa dagli eventi politici nazionali e dal tramonto del governo giallo-verde. Mesi di lavoro andati in fumo e con quel fumo sono finite bruciate anche le speranze di dare un governo del cambiamento al Paese. Così dice Morrone, che si sente in qualche modo tradito dalle scelte del Presidente Mattarella.

 

"Noi ce l'abbiamo messa tutta, - dice Morrone al telefono - abbiamo lavorato mesi per cercare di dare un governo del cambiamento al Paese e ce l'avevamo fatta. Avevamo trovato l'accorso sul programma, il contratto con i Cinque Stelle. Avevamo trovato anche l'accorso sul premier Conte e sui ministri. Poi è arrivato questo veto, questa ingerenza del Presidente Mattarella, con il suo no a un ministro indicato da noi e voluto anche dai Cinque Stelle, ed è saltato tutto."

Ora voi chiedete di andare subito al voto.

"Sì. Ad oggi la nostra posizione è di andare subito a voto. Si voti il prima possibile. Bisogna ridare la parola agli italiani. Quello che non ci auguriamo è che venga nominato un nuovo governo tecnico o tecnico-PD come in passato, un governo non votato né voluto dagli italiani ma imposto dall'alto. Sottolineo negativamente questa ingerenza del Presidente Mattarella che non ha consentito la partenza del governo Lega-M5S, con tutte le conseguenze del caso. Ormai è chiaro che in Italia c'è uno stato molto debole succube delle scelte e dei diktat di un certo sistema europeo e del predominio di certi Paesi su altri." 

Andando al voto subito, pensate di poter vincere sull'onda di quanto è accaduto?

"Penso che i cittadini siano con noi. Hanno capito che abbiamo fatto sul serio ma che ci è stato impedito di fare il governo. Penso che nelle prossime votazioni ci daranno il mandato necessario per fare le cose che avevamo già messo nel programma di governo e che sosteniamo da sempre, per fare ripartire il Paese."

Il lavoro fatto con i Cinque Stelle significa che potreste anche presentarvi al voto in alleanza proprio con i Cinque Stelle?

"Ad oggi c'è un'alleanza con il centro-destra che è in piedi anche per il prossimo voto amministrativo. Quello che accadrà fra un mese, sei mesi, un anno, si vedrà. Lo decideremo, aggiornando le nostre posizioni anche rispetto alle posizioni che prendono gli altri. Immagino che se due forze politiche condividono un percorso forse possono poi anche allearsi, mentre se forze politiche già alleate prendono decisioni e strade diverse, difficilmente poi troveranno un accordo."

Per esempio se Forza Italia dovesse votare sì a un governo tecnico di Cottarelli, un governo che voi non appoggereste mai?

"La mia opinione personale è che se Forza Italia prende questa posizione, fa una scelta molto negativa. Poi vedremo. Vedremo anche cosa dovrebbe fare un eventuale governo Cottarelli. Ma non ci sono i presupposti perchè il governo tecnico ottenga i nostri voti. In ogni caso noi dobbiamo contare soprattutto su noi stessi e sul sostegno degli italiani."

Malgrado la delusione, voi in ogni caso non pensate che Mattarella abbia superato i limiti del suo mandato e non parlate come fanno i Cinque Stelle di impeachment. È cosi?

"Valuteremo meglio la situazione nel nostro Comitato Federale che a breve è convocato. Lì prenderemo una posizione."

Dalle sue parole è come se si sentisse comunque tradito dal Presidente Mattarella.

"Personalmente sono profondamento deluso e anche tradito se vuole. Possiamo usare tutti i termini che vogliamo. Dopo aver lavorato settimane e mesi per fare un accordo e dare un governo al paese, ci siamo trovati che per il nome di un ministro tutto va in fumo."

Ma qualcuno dice che questo casus belli - il veto che ha fatto saltare tutto - era proprio ciò che Salvini stava cercando per andare al voto da una posizione di forza.

"Le ricostruzioni possono essere tante. Io dico che se ci siamo impegnati così tanto e così a lungo per fare un governo non lo abbiamo fatto per scherzare. Potevamo evitarci tanta fatica e tanta perdita di tempo. Oltretutto abbiamo fatto un accordo che non era per noi naturale, è stato comunque difficile, poteva non essere approvato e accolto positivamente dai nostri elettori e dal Paese. No. Noi ci abbiamo provato sul serio. Ci siamo messi in gioco e abbiamo anche rischiato. No, il punto vero sono certi veti che mettono a rischio anche la sostanza della nostra democrazia."

 

A cura di P. G. C.