Politica. Unione dei Comuni forlivese non approva il rendiconto 2017: c'è rischio commissariamento

Mercoledì 23 Maggio 2018
Giorgio Frassineti, sindaco di Predappio e presidente dell’Unione dei Comuni forlivese

La Giunta si spacca e in aula manca il numero legale

È una Giunta ‘a pezzi’ quella ridisegnatasi dopo la seduta del Consilio dell’Unione dei Comuni forlivese di ieri - martedì 23 maggio - che, a due giorni dalla scadenza dei termini di legge (il 25 maggio), non approva il Rendiconto. È stato infatti un Consiglio dell’Unione infuocato quello che prevedeva al primo punto dell’ordine del giorno l’approvazione del Rendiconto di Gestione 2017 dell’Ente. 

Ad accendere la miccia del dibattito consiliare è stato addirittura un membro della Giunta, ovvero il sindaco di Modigliana, Valerio Roccalbegni, che ha sollevato “forti perplessità sulla natura del residuo attivo di nove milioni di euro, derivante dalle sanzioni elevate dalla Polizia Municipale dell’Unione non ancora incassate ma già iscritte a bilancio”, appoggiato in questa tesi dal sindaco di Rocca San Casciano, Rosaria Tassinari.

Per i consiglieri di centro destra, intervenuti a turno per osteggiare l’approvazione del rendiconto “l’iscrizione a bilancio, tra i residui attivi, di questi nove milioni, è un vero e proprio vizio di illegittimità che trae le sue origini da una Determina del 30 dicembre 2016”.

Inoltre i Consiglieri di centro destra denunciavano il fatto che gli eventuali soldi incassati al termine delle procedure di recupero non sarebbero stati suddivisi tra tutti i Comuni dell’Unione, bensì solo tra i Comuni che avevano creato il debito (Comune di Forlì, Comune di Forlimpopoli e Comune di Bertinoro) andando ad incidere negativamente per la seconda volta nelle casse di tutti i Comuni dell’Unione, prima caricando le passività e successivamente nella distribuzione dell’attivo, creando di fatto una situazione sperequativa.

Non è servito neppure l’assist del Presidente dell’Unione Giorgio Frassineti e del Sindaco di Forli, Davide Drei, che hanno suggerito di ritirare la delibera per ridefinirne i contenuti e sanare l’illegittimità della stessa.

Dopo una tiepida marcia indietro, la maggioranza si è dimostrata “irresponsabile” e ha incalzato il Consiglio per procedere con la votazione dopo essersi riunita in separata sede chiedendo una temporanea sospensione.

“Non potevamo assecondare una delibera viziata da illegittimità amministrativa e per questo motivo siamo usciti dall’aula, insieme ai sindaci Valerio Roccalbegni, Rosaria Tassinari, Maddalena Maglioni, Consigliere Comunale di maggioranza a Meldola, Fleana Campitelli, Consigliera Comunale di Santa Sofia, e Davide Liverani, Consigliere Comunale di Tredozio, lasciando la responsabilità dell’approvazione del rendiconto di gestione alla maggioranza ma soprattutto facendo mancare il numero legale”, spiegano i consiglieri di minoranza Daniele Avolio (Lega Nord), Davide Minutillo (Fratelli d’Italia) e Savio Barzanti, Capogruppo di Noi Romagnoli.