Rimini seconda provincia in Italia per Pil turistico pro capite, al decimo posto c'è Ravenna

Mercoledì 3 Gennaio 2018
Cabine sulla spiaggia di Rimini (foto d'archivio)

Secondo la graduatoria pubblicata da Il Sole 24 Ore, il turismo garantisce 3.714 euro per ogni residente, 6.585 invece a ciascun ravennate

E' Rimini la seconda provincia in Italia, dietro Bolzano, per Pil turistico pro capite, ossia per il valore aggiunto prodotto dal turismo per ogni residente. E' quanto pubblicato da 'Il Sole 24 Ore' - che riporta la ricerca di Regione e Unioncamere Emilia-Romagna, intitolata 'Il turismo invisibile' - secondo cui il turismo garantisce 13.714 euro a ogni riminese contro i 16.132 euro di Bolzano. Al terzo posto Venezia con 12.308 euro pro capite seguita da Aosta con 10.713 euro, Trento con 9.993 euro, Grosseto con 9.147 euro, Livorno con 8.171 euro, Savona con 7.509 euro, Belluno con 7.312 euro e Ravenna con 6.585 euro. 

In base alla ricerca Rimini è al secondo posto in Italia per presenze turistiche per abitante, con 45,6 contro una media italiana di 6,5 mentre se il valore aggiunto del turismo in Italia è mediamente del 12,2%, ossia ogni 100 euro di ricchezza creata in Italia, 12,2 si devono al turismo, a Rimini e per altre 8 province questo numero sale fino a sfondare la barriera del 30%.

Il valore aggiunto turistico in Emilia-Romagna, viene spiegato ancora, risulta pari a 16,2 miliardi di euro, l'11,8%del valore aggiunto regionale: di questi 16 miliardi, oltre 9 sono realizzati dalle province della Romagna. In valori assoluti, il valore aggiunto del turismo a Rimini supera i 3,5 miliardi di euro, due terzi dei quali di valore diretto e un terzo indiretto/indotto. "Noi siamo questi e siamo leader (non solo) per questo - osserva nella nota il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi - Ed è un valore eccezionale, sul quale abbiamo costruito un modello. Ma l'altro lato della medaglia è dire non basta. Quei 3,5 miliardi di euro di Pil prodotto a Rimini non sono scritti sulla pietra: se non ci daremo da fare per preservare e alimentare questa eccellenza, tra qualche anno saremmo a commentare tutt'altro quadro".
Quindi, conclude Gnassi, "non siamo ancora al traguardo: tanto lavoro ci aspetta. Ma quello che abbiamo dietro le spalle ci conforta. Leader è chi accelera, non chi si siede".